La festa Veneziana sull’Acqua

Il Rio di Cannaregio si trasforma in un vero e proprio palcoscenico d’acqua con uno spettacolo che ogni anno incanta migliaia di spettatori, dove strutture galleggianti trasferiscono sull’acqua il tema del Carnevale “Il Gioco, l’Amore e la Follia”.

AMORIS CAUSA
Onore alla più saggia delle follie.
Passione e follia danzano insieme al suono di serenate lontane e promesse sussurrate. 
E’ il destino di chi ama, perennemente in bilico tra l’infinito e il qui e ora. Tutto a causa dell’amore!

La domanda che spesso ci si pone, quando si deve affrontare un tema fotografico di questo genere, e’ quasi sempre la stessa. Quale quanta attrezzatura mi serve? Quanto materiale porto con me? E se poi mi servisse questa lente invece di quest’altra? Ma, già che ci sono, magari mi porto anche questa…. e alla fine ci ritroviamo con uno zaino o borsa che pesa una ventina di chilogrammi e che, oltre ai rischi di danneggiamento o furto, non sapremo dove appoggiare o tenere dato l’affollamento delle persone. Pur avendo un Pass Stampa, la situazione non è delle più facili…

Questi alcuni colleghi dal Giappone ma anche i nostri europei non sono da meno. Inizio della Festa previsto alle 19:00 ma alle 15:30 mi porto già in posizione; lo spazio a disposizione non è molto ed è bene arrivare con forte anticipo.

Torniamo al materiale da utilizzare. Studiando prima l’evento, si sa che lo spettacolo si terrà lungo il canale di Cannaregio e che i vari artisti lo percorreranno due volte, una in ogni direzione. Questo significa che avremo la possibilità di eseguire degli scatti frontali una prima volta, e una serie di scatti di spalle la seconda. Che lente utilizzare? Focale fissa? Zoom? Quanto luminosa? Cosa mi interessa veramente scattare? Primi piani? Dettagli? Inquadrature ampie? Questo va deciso sin dall’inizio; lo spettacolo ha una durata totale di circa 20 minuti e dovremo sfruttarli al massimo.

La luce va valutata molto bene; lo spettacolo si tiene alla sera e quindi avremo sicuramente degli spot e dei riflettori che inevitabilmente ci entreranno nel campo di ripresa. Ma la domanda primaria e’: a quanti ISO devo scattare? E qui entra in campo una seconda domanda: conosco i limiti della mia fotocamera? Quanto posso “spingere” il mio sensore? Vero, hanno venduto la fotocamera  dicendoti che può’ scattare a 50.000 ISO ma la resa, a questi valori, che qualità’ di immagine offre? Sembrano domande ovvie ma in realtà sono il “cuore” del problema in situazioni come quella che dobbiamo affrontare oggi.

Guardando le attrezzature di chi mi circonda, noto un utilizzo esteso di zoom da 70 a 300 mm, di varie marche, con una buon luminosità’ (compresa tra 2,8 e 4). Io lavoro in maniera diversa. Personalmente utilizzo fotocamere di piccole dimensioni o meglio, dimensioni più’ contenute rispetto alle classiche reflex; utilizzo fotocamere Leica serie M. Le ottiche, anche queste originali Leica, sono tutte e focale fissa. In borsa ho un 35 mm/2 e un 75 mm/f2; entrambi ASPH, sferici, che quindi soffriranno meno delle problematiche delle luci “spurie” che potrebbero interferire durante la fase di scatto.

Dopo una attenta valutazione della posizione in cui mi trovo, del campo di azione, molto limitato, che ho a disposizione, e del tipo di immagini che voglio scattare, opto per utilizzare una sola lente: il 75mm. Apertura al minimo, quindi f2, per poter utilizzare dei tempi di scatto sufficientemente veloci per fermare i vari momenti. La sensibilità scelta e’ di 6400 ISO, in questo modo i miei tempi di scatto non sono mai inferiori a 1/60, anche nei momenti meno luminosi.

A proposito… utilizzando Leica M, si deve mettere a fuoco a mano (o meglio, a occhio) NON esistendo l’autofocus. Un limite? Un pregio? Una difficoltà in più? Io preferisco dire, una scelta diversa.

A seguire gli scatti che ho realizzato, cliccando sopra ognuno di essi, si aprirà l’immagine in formato più grande; gli scatti sono volutamente NON POSTPRODOTTI, ma sono esattamente i files usciti dalla fotocamera (convertiti da RAW a JPG per motivi di inserimento nell’articolo). Una buona esposizione, una buona lettura della luce, e i risultati arrivano.

Volete dire la vostra? Utilizzate il form nella pagina dei contatti; sarà un piacere per me ricevere i vostri commenti.

 

 

Dallo scatto al ritratto: la realizzazione artigianale delle fotografie in bianco e nero

Fatevi ritrarre in uno studio fotografico professionale: dopo aver scelto i migliori scatti che vi rappresentano, realizzeremo l’ingrandimento dell’immagine nel nostro laboratorio. Questa fase verrà esclusivamente eseguita a mano applicando la tecnica del “Fine Art” che produce stampe in Bianco e Nero di altissima qualità artistica garantite nella durata del tempo.

Su richiesta, la stampa può essere montata su passepartout, anche questi di altissima qualità, privi di acidi e sostanze che possano in qualche modo alterare la qualità della stampa finale.